Laura Palmer per amica

Molte delle persone che conosco vorrebbero giornate di almeno trentasei ore: “per fare più cose”, dicono. Il piccolo Murphy che vive nella mia testa, però, sa bene che ne deriverebbe soltanto una maggior quantità di non meglio identificati fastidî e non risolveremmo granché. Ecco perché io invece vorrei che nelle canoniche – e sufficientemente ricche di insidie – ventiquattro ore di ogni giornata ci fosse semplicemente più tempo per fare le cose che mi piacciono. Ed è in questo utopico mondo che, tra mille altre cose più o meno frivole, io riuscirei anche a guardare tutti i telefilm che mi interessano.  Continua a leggere

Come consegnare entro ieri e godersi l’arcobaleno

Dal brillante creativo al meticoloso piastrellista, chiunque abbia a che fare per lavoro con la figura mitologica del Cliente – metà (se tutto va bene) essere umano, e metà pura Esigenza – attraversa un percorso di emozioni più o meno standard che partono dal momento in cui il lavoro viene commissionato fino a quello della sua realizzazione-completamento-consegna. Continua a leggere