Come essere felicemente bassi e sopravvivere (davvero) ai concerti

Iniziamo con un importante disclaimer: sono bassa. Non così bassa da non poter salire sulle montagne russe a Disneyland, ma abbastanza da mettermi sulle punte per prendere le cose meno costose sugli scaffali del super.
Questa caratteristica, che per me non è mai stata un cruccio – neanche in adolescenza, quando ero cintura nera terzo Dan di crucci – va gestita come tutte le altre cose del proprio corpo: sei miope, devi portare gli occhiali; hai la pelle molto chiara, devi usare sempre la protezione solare in estate; sei basso, devi sapere come muoverti ai concerti.
L’estate è iniziata, ci è piombata addosso stringendoci nel suo abbraccio rovente, ma ci ha promesso che si farà perdonare con una serie infinita di eventi, concerti, festival, per distrarci dal fatto che ci sono cinquantasei gradi già alle otto del mattino.
Questa piccola guida senza pretese, dunque, mette a disposizione l’esperienza accumulata in anni di uscite pubbliche e ancor più anni di bassezza fisica (quella morale cerco ancora di evitarla), affinché possiate godervi le cose belle senza tirar giù troppe madonne (tipo questa, che vi do in omaggio in attesa che mettiate a frutto la guida).

1. Sistematevi tra le spalle delle persone
Avete capito bene, non “alle spalle”, ma “tra le spalle”.

Schermata 2017-06-25 alle 16.14.41

(Coi disegni son bravissima, eh.)

È una regola abbastanza ovvia, ma iniziamo dalle basi; perché è importante capire, prima di qualunque altra cosa, che il vostro obiettivo è conquistare sì spazio “in verticale”, ma soprattutto “in orizzontale”.
In un ipotetico piano cartesiano costituito dal pubblico del concerto visto dall’alto, a voi interessa muovervi sull’asse x quasi più di quanto sia importante avanzare su quello y. Questo perché il vostro obiettivo primario è non avere nessuno di troppo alto davanti (cosa che, come vedremo, è difficilissima, dato che praticamente chiunque è più alto di voi): stare sottopalco con davanti Telespalla Bob è inutile quanto stare in fondo al banchetto del merchandising.

Grafico XY

(Con i grafici sono ancora più brava.)

2. La pendenza è vostra amica
Così come lo studio della geografia fisica. Cercate di capire subito se il luogo in cui siete è in pendenza, e posizionatevi sul punto più alto di quest’ultima: guadagnerete centimetri preziosi, i vostri polpacci si stancheranno per la salita, ma ricaveranno giovamento dal dover stare di meno sulle punte. Ovviamente, se la pendenza è troppo fuori dal raggio di visibilità del palco sull’asse x, desistete e guadagnate solo quanto basta per essere più in alto degli alt(r)i senza però ritrovarvi davanti i bagni chimici anziché il palco.

3. Il senso di colpa è vostro nemico
State guadagnando spazio prezioso, vi state ricavando faticosamente una nicchia di pace e un punto di vista decente, probabilmente sudando come Paolo Bonolis durante “Tira e Molla”, perché se è estate – ricordiamolo – ci saranno almeno cinquantasei gradi già dalle otto del mattino. Chiunque cerchi di farvi sentire in colpa per lo spazio che state conquistando è una brutta persona: non state invadendo la Polonia, siete bassi e volete vedere pure voi quello che vedono gli altri, santo il cielo!giphy-3.gifL’unica concessione è farvi leggermente più piccoli e provare a includere nel vostro fortino di godibilità dello show mezzo occhio di un’altra persona bassa almeno quanto voi. Nessuna pietà per gli alti che cercano di passarvi davanti: se devono passare, deviate il loro percorso in diagonale, in modo che difficilmente si piazzino esattamente davanti a voi.

4. Più avanti non vuol dire vedere meglio
Cfr. punto 1 e relativo grafico. È importante arrivare più avanti possibile, ma una volta stabilita la soglia di massima avanzabilità verso il palco (coniamo parole che non esistono per problematiche troppo bistrattate dalla prossemica), è urgente concentrarsi sul piazzamento davvero fondamentale, ovvero quello lungo l’ascissa del piano cartesiano del pubblico.

Step

(Ok i grafici e i disegni, ma sulla capacità di sintesi non mi batte nessuno.)

5. Diventate un pilastro nel deserto
Questo punto è abbastanza auto-esplicativo. Una volta guadagnata la posizione, non bisogna perderla per nulla al mondo. Nel malauguratissimo caso in cui vi scappasse la pipì, andate in bagno solo e soltanto nel caso in cui con voi ci sia la persona di cui vi fidate più al mondo e che dovrà garantirvi di aspettarvi mantenendo per voi lo stesso identico posto che state lasciando. Altrimenti, meglio la morte (o più verosimilmente un’infezione alle vie urinarie).
Non lasciatevi scuotere da quanto accade attorno a voi, mettete i piedi ben saldi a terra, e lasciate che il mondo vi poghi attorno, addosso, anche sopra – se necessario – e difendete il vostro quadratino come l’ultima casetta rimastavi su Vicolo Corto prima della bancarotta.
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6. Gestite i flussi di persone
Potrà capitare che qualcuno decida di spostarsi durante il concerto. Per raggiungere gli amici, per andare a prendere un’altra birra, per mille motivi possibili: come gestire quest’emergenza che minaccia la stabilità della vostra posizione? Sarebbe poco cortese dar vita a un duello con le spade, anche perché le spade ve le sequestrano all’ingresso.

Quel che si può fare per arginare la piaga degli alti semoventi è lasciarli passare alle vostre spalle: fate un piccolo passo in avanti (piccolo!) e lasciate che il flusso di persone scorra dietro di voi. Quello che accade alle vostre spalle non è affar vostro; possono organizzare anche i campionati mondiali di corsa sui trampoli, là dietro.

Passiamo ora alle singole categorie di persone: da evitare come la peste, e da intercettare e arruolare nella vostra crociata.

  • Evitate gli adolescenti
    Si muovono troppo.
    E poi crescono a vista d’occhio. Durante l’esibizione della band di apertura vi sembreranno innocui piccoletti; al momento dell’headliner avranno raggiunto il metro e ottanta d’altezza.

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  • Evitate i cinquantenni
    È sempre più alta la probabilità che siano dotati di smartphone, e dunque di social network sui quali non vedono l’ora di condividere ogni momento della serata. Ogni. Momento. Col telefono alzato proprio davanti al vostro triangolo di visibilità del palco.
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    (Se qualche cinquantenne dovesse riconoscersi in questa descrizione, sappia che apprezziamo lo sforzo, ma i video dei concerti sono spesso troppo scuri o troppo luminosi, tremolanti, e con l’audio atrocemente distorto. Godetevela e basta.)

 

  • Evitate gli invasati
    Chi non si entusiasma a un concerto farebbe bene a chiedersi perché diavolo sia lì, ma chi accompagna l’entusiasmo con movimenti eccessivamente incontrollati rischia di coprirci la visuale il novanta per cento del tempo (e di farci più lividi del previsto). Teniamoli d’occhio, ed evitiamoli.
    giphy.gif

 

  • Evitate le coppie
    Quando scegliete di sistemarvi tra le spalle di due persone (cfr. punto 1), assicuratevi che siano amici e non stiano insieme o in procinto di farlo. Inevitabilmente, inesorabilmente, e giustamente, arriverà il momento in cui si avvicineranno l’un l’altro per limonare, aprendosi all’amore e chiudendovi alla vista del palco.
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  • Fate amicizia con gli alt(r)i
    Saranno indulgenti con voi e vi cederanno lo spazio davanti a sé, tanto a loro non cambia niente: gli arrivate a malapena al petto.
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Ultima regola, estensione della regola numero uno della vita: siate gentili. Vi sembrerà incredibile, ma si è sempre più alti di qualcuno.

giphy (1).gif

Tutta questa guida, che spero possa essere utile a qualcuno, è perfettamente riassunta nella foto che ho scattato (ovviamente dal basso) qualche tempo fa a un concerto. Lui non stava posando, e io non mi son messa dietro di lui apposta, e non ho la più pallida idea di chi fosse; ma probabilmente lui un po’ lo sapeva, di essere uno di quelli troppo alti per starmi davanti.

Hate

Eh.

 

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