Come superare il trauma da rientro e tornare in vacanza

(Ovvero, una nuova puntata della serie Come fare a…, che ovviamente anche questa volta non mi aveva chiesto nessuno.) 

Mio nonno Lorenzo usava dire “Alla prima acqua di agosto, è inverno”, segnando così inesorabilmente la fine delle mie estati all’arrivo del primo temporale, e con precisione assai maggiore del generico annuncio d’incombente inverno fatto da uno Stark qualunque.

giphy.gif

Eh, caro mio, così siam buoni tutti a fare i Giuliacci.

Ancora adesso, al primo temporale di agosto, rammento quella frase* e spero che smetta di far caldo e che dai social che frequento spariscano le foto di piedi brutti; ma la fine dell’estate è ormai ufficialmente segnata solo dalla fine delle ferie, dato che ormai – signoramìa – fa caldo fino a novembre (e non sai come ti devi vestire. A cipolla, signora, ti devi vestire a cipolla!).

E dunque eccoci ad affrontare la Fine dell’Estate e il conseguente temutissimo Trauma da Rientro.
Se non avete avuto la lungimiranza o la fortuna di prendervi le ferie a settembre, adesso sarete probabilmente in preda allo sconforto e allo smarrimento più totali.
giphy-4.gif
I volti dei colleghi sono quelli di parenti ritrovati a Carràmba! Che sorpresa dopo un soggiorno di trenta travagliatissimi anni in Argentina; non ricordate più le password degli account di lavoro, ma non è un problema, perché tanto non ricordate neanche come si accende il computer.
giphy-5.gif

Ma bisogna essere forti, e affrontare il rientro senza lasciarsi abbattere troppo. In luoghi molto più serî di questo, potrete leggere consigli profondi e motivazionali, o trovare utilissimi vademecum su come superare – passo dopo passo – l’impatto con una vita alla quale magari non anelavate particolarmente tornare. Ecco perché qui vi verrà fornito un metodo alternativo, da provare se non altro nel caso in cui tutti gli altri si rivelassero fallimentari.
Come ogni metodo scientifico che si rispetti, anche questo ha un nome: il Metodo Ma Quando Mai. Esso consiste in pratica nel negare bellamente la realtà e comportarsi come se le vacanze non fossero mai terminate.
“Finite le ferie? A me? AHAHAHAH MA QUANDO MAI!”.
giphy-1.gif
Seguendo il metodo MQM, dunque, potreste rischiare di sembrare un po’ strani agli occhi di chi vi sta attorno, ma c’è anche la possibilità che facciate proseliti e che vi ritroviate così in una nuova ed emozionante – quanto inesistente – vacanza di gruppo (che potrebbe trasformarsi anche in un TSO di gruppo).

– La colazione 
Una delle cose che contraddistinguono le vacanze è la ridotta preoccupazione per ciò che mangiamo e per quanto e quando mangiamo. Specie con la scusa di “conoscere posti nuovi attraverso la cucina locale”, finiamo spesso con l’ingozzarci di cose improponibili fin dal primo pasto della giornata. Il metodo Ma Quando Mai prevede dunque che continuiate con le vostre uova strapazzate+fagioli+salsiccia+caffè+succo d’arancia anche se vi svegliate a Loreto Aprutino, sono le sette antimeridiane, e alle otto avete la prima riunione.
giphy-2.gif
In più, durante il giorno bevete tantissimo succo d’ananas e/o latte di cocco e lamentatevi di “quanto è annacquata ‘sta piña colada, oh”.

– I social network
Instagrammate ogni cosa come se foste ancora in vacanza, postate su Facebook, Twitter, Snapchat esattamente con lo stesso entusiasmo e recondito desiderio di suscitare le invidie altrui, ma usate ciò che avete attorno (con le foto vecchie scattate in vacanza non vale; anzi, si amplifica l’effetto disperazione).
“Lasciatemi qui!” come didascalia alla foto della macchinetta del caffè in ufficio; “This place is amazing” per il corridoio verso la sala riunioni; la fermata del tram, del bus, o della metro diventano un esotico soggetto per la vostra street photography, e lo scaffale dei detersivi del supermercato sotto casa un interessante scorcio di una galleria d’arte contemporanea.
200-1.gif

–Le riunioni 
Innanzitutto smettete di chiamarle “riunioni” e chiamatele “incontri”, “appuntamenti”, “rendez vous”, a seconda del momento. L’infernale riunione fissata proprio dieci minuti prima dell’ora di uscita diventerà magicamente il gioco aperitivo: se resistete svegli e attivi fino alla fine, vincete un aperitivo da consumare al bar sotto l’ufficio.
200-2.gif

–Messaggi e telefonate
Messaggi e telefonate smettono di essere un tedio o una minaccia alla vostra nicchia di quiete lavorativa. Il metodo Ma Quando Mai prevede una ottimista ed entusiasta risposta a ogni chiamata, come se vi stessero sempre contattando per organizzare cene e serate fuori: “Ueeeeeeeeeeeei, allora allora come va come va che si dice che facciamo?”, ignorando sfacciatamente il comprensibile disagio dell’interlocutore che vorrebbe solo fissare un brief per le quattro.
unnamed.gif

Ogni tanto guardare le cose con occhi diversi può essere interessante, ma ovviamente il metodo Ma Quando Mai non serve a superare davvero il Trauma da Rientro; sono forse diventata milionaria con una sola delle mie inutili teorie? NO!
E dunque potrebbe incredibilmente capitare che, nonostante questi e altri sforzi, nonostante il ricorso all’infallibile Scienza, vi sentiate comunque affranti dal ritorno alla routine. Non scoraggiatevi: ricordate che non siete soli, e che anche i più forti a volte non ce la fanno a farcela.
giphy-1.gif

 

*Promemoria: non siate cretini e ascoltate sempre i vostri nonni, finché avete la fortuna di averne; prima o poi, quando meno ve lo aspettate, quelle cose che vi ripetono centocinquanta volte vi serviranno.

Annunci

2 pensieri su “Come superare il trauma da rientro e tornare in vacanza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...