Amami, Alfredo

Le fettuccine Alfredo.
Se pensate di avere nel piatto soltanto della pasta al burro e parmigiano, vi sbagliate. Perché le fettuccine Alfredo vengono da molto lontano, e parlano di due cose che sembrano molto lontane ma che troppo spesso si toccano: l’amore e la sofferenza.
L’amore è quello di Alfredo di Lelio per una moglie inappetente. La sofferenza è quella di entrambi: del corpo della signora di Lelio e del cuore di Alfredo nel vederla sfiorire.

 

Alfredo di Lelio davanti al suo ristorante in Via della Scrofa a Roma.

Alfredo di Lelio davanti al suo ristorante in Via della Scrofa a Roma.

Roma, 1914.
La signora Ines ha appena dato alla luce Armando (secondo altre versioni della storia, sarebbe incinta di Armando), e ha perso completamente l’appetito; è molto debole. Alfredo, proprietario di un bel ristorantino in Via della Scrofa, le prova tutte; ma nessuno dei suoi manicaretti riesce a sedurre la moglie. Preso dal più cupo sconforto, pensa di proporle un piatto semplice, ma potenziato; non delle semplici fettuccine al burro, ma delle fettuccine con molto burro (raddoppia la dose) e molto parmigiano, amalgamati in una sorta di crema. Un’idea semplice, ma evidentemente geniale: Ines finalmente ricomincia a mangiare; va matta per questo piatto, per la cremosità del condimento, per il sapore del burro e del formaggio, tanto da chiedere al marito di aggiungere le fettuccine al menu del ristorante.

Roma, 1927.
Douglas Fairbanks e Mary Pickford, star del cinema muto di Hollywood, sono in luna di miele a Roma. Si fermano a mangiare al ristorante di Alfredo e s’innamorano all’istante delle sue fettuccine, così come accade a George Rector, ristoratore di New York, che ne tesse le lodi nella sua rubrica sul Sunday Evening Post.

Alfredo doesn’t make fettuccine. He doesn’t cook it. He achieves it. […] Alfredo’s fettuccine is poetry.
(Alfredo non fa le fettuccine. Non le cucina. Le ottiene. […] Le fettuccine di Alfredo sono poesia.)

È così che le fettuccine Alfredo sbarcano negli Stati Uniti e rendono il signor di Lelio famoso in tutto il mondo.

Alfredo di Lelio

 

Amami quanto io amo le tue fettuccine…

Sono facili da preparare, il trucco è essere veloci.
Per 4 persone – Alfredo, Ines, Armando e noialtri.
200gr di burro
400gr di fettuccine all’uovo
200gr di Parmigiano grattugiato
3/4 di tazza di acqua di cottura della pasta

Mentre le fettuccine cuociono (attenzione, ci servono al dente), taglio il burro a tocchetti piccoli e lo metto in un grosso piatto, possibilmente caldo. Metto da parte l’acqua di cottura e, dopo aver scolato le fettuccine, le adagio sul burro, mettendoci su immediatamente anche il formaggio e un po’ di acqua della pasta.
Continuo a girare, pensando a quanta speranza e quanto amore ci ha messo Alfredo la prima volta, per Ines, per suo figlio, perché – come diceva Elsa Morante – la frase d’amore più vera, l’unica, è “Hai mangiato?”.
Intanto si è formata una crema profumatissima che abbraccia tutte le fettuccine. È pronto.
Una versione più veloce ancora prevede che si metta a scaldare in padella il burro insieme all’acqua della pasta e poi si facciano saltare le fettuccine nel liquido ottenuto, aggiungendo il formaggio e mantecando su fuoco medio-basso il tutto, finché non si forma la crema. Ci vogliono un paio di minuti. Il tempo di cantare un’aria d’opera.

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5 pensieri su “Amami, Alfredo

  1. Siamo i nipoti di Alfredo Di Lelio, creatore delle fettuccine all’Alfredo. Nel ringraziarvi per la foto di nostro nonno davanti al suo ristorante originario (ora appartiene a soggetti estranei alla nostra famiglia) abbiamo necessità di dare maggiore chiarezza alla storia di nostro nonno ed alla tradizione delle sue fettuccine tutt'oggi servite nel nostro ristorante Il Vero Alfredo di Piazza Augusto Imperatore di Roma.
    Grazie per la pubblicazione di questa nostra nota, Alfredo e Ines Di Lelio
    STORIA DI ALFREDO DI LELIO
    Alfredo Di Lelio aprì il ristorante “Alfredo” nel 1914 in un locale del centro di Roma, dopo aver lasciato il suo primo ristorante condotto con la madre Angelina a Piazza Rosa (piazza scomparsa nel 1910 a seguito della costruzione della Galleria Colonna/Sordi). In tale locale si diffuse la fama, prima a Roma e poi nel mondo, delle “fettuccine all’Alfredo”. Nel 1943, durante la guerra, Di Lelio cedette il ristorante a 2 suoi collaboratori.
    Nel 1950 Alfredo Di Lelio decise di riaprire con il figlio Armando (Alfredo II) il suo ristorante a Piazza Augusto Imperatore n.30 “Il Vero Alfredo”, che è gestito oggi dal nipote Alfredo (lo stesso nome del nonno), con l’aiuto di sua sorella Ines (lo stesso nome della nonna, moglie di Alfredo Di Lelio, cui furono dedicate le fettuccine).
    In conclusione il locale di Piazza Augusto Imperatore è quello che segue la tradizione familiare di Alfredo Di Lelio e delle sue note fettuccine (cfr. anche il sito di Il Vero Alfredo – www. alfredo-roma.it).

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