Cara Blanche…

“Ho sempre confidato nella bontà degli sconosciuti”, diceva Blanche Dubois in Un tram che si chiama desiderio.
Blanche non parla della bontà di chi invece ti conosce: perché se uno ti conosce, fa presto a essere buono o meno buono, di conseguenza. La cosa che mi sconvolge, e che Blanche invece trova tanto naturale, è quando qualcuno che non ti ha mai visto in vita sua decide di essere buono proprio con te. Senza motivo.

Blanche DuboisMagari solo perché ha avuto un buon risveglio, o perché trova la tua faccia simpatica, o perché ha meno problemi di te. O perché ha molti più problemi di te.
Se davvero tutti gli sconosciuti fossero buoni, partirebbe un circolo virtuoso di bontà che gli Snorky siamo-tutti-amici-e-perciò-felici sembrerebbero degli hooligans.
La vita reale è un po’ diversa, per quanto anch’essa contempli l’esistenza degli hooligans e degli Snorky.
Così finisce che un giorno l’autobus non passa all’orario previsto. E piove.
Ma tu incontri uno degli autisti d’autobus più gentili della storia, che ti raccatta disperata e gocciolante e in ritardo e ti accompagna fino alla fermata di un altro bus, quello che ti salverà la giornata. Si assicura che tu lo prenda e raccomanda la tua anima e le tue membra distrutte a un altro autista (ovviamente il secondo più gentile della storia) che farà in modo che nonostante tutto tu arrivi in ufficio in orario.
Ore dopo, tornando a casa, vedi che il bus sta arrivando alla fermata prima di te, allora inizi a correre, con l’autobus alle tue spalle come la più classica delle esplosioni in un film di Tom Cruise. Ma lui ti vede e non rallenta (proprio come le esplosioni nei film di Tom Cruise; anzi, secondo me Tom Cruise fa esplodere la roba, ve lo dico), e tu corri, con le tue gambette troppo corte per tenere il passo di un autobus.
Ti supera persino un ciclista (cosa che a Tom Cruise non succederebbe mai). L’omino in bici però si gira verso di te e dice “Te lo faccio fermare?”. Annuisci, incapace di emettere qualsiasi suono, dato che stai correndo da metri e metri e metri (molti di più di quelli che separano il letto di casa tua dal bagno, e quella è la distanza massima che sei abituata a correre). L’omino bussa sulla porta del bus, fa cenno all’autista come per dire “Guarda che qua c’è una disperata che deve salire o schioppa sul posto”. E così l’omino in bici ti salva. Raccogli il fiato necessario per lanciargli un “Grazie!” e sali leggiadra come Oriella Dorella.
Tu mi dirai, Blanche, che da questa storia si evince che è vero che gli sconosciuti sono buoni. Io ti dirò che pure gli autisti dei bus che non sono passati/non mi avrebbero aspettata erano degli sconosciuti.
Sarà che tu sei donna di tram e io di bus, ma gli sconosciuti sono anche dei gran fetenti, Blanche. La bontà è distribuita a casaccio. Il bello è trovarla.

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