La colpa è tua, norvegese.

Oggi ne ho sentito parlare da più persone, in più contesti (un’analisi ben più sobria ed efficace di questa la trovate qui). Così alla fine ho ceduto e sono andata anche io a leggermi la colonna e mezzo che Vittorio Feltri ha dedicato alla strage in Norvegia.

giornale-oslo-norvegiaAvrebbe potuto usare quello spazio per esprimere sincero cordoglio a una nazione devastata dallo sconcerto e dal dolore. O avrebbe potuto chiedere scusa per aver dato a casaccio la colpa ai musulmani in un bel titolone a nove colonne sull’onda – letteralmente – d’urto dell’accaduto. Il titolo colpisce, ha proprio quell’effetto da scuola elementare del tipo “Maestra, lo vedi, è lui che mi sputazza le palline di carta sul collo!”.
Certo, avrebbe anche potuto scrivere che la colpa è dei musulmani sempre e comunque, perché sollevano questioni di integrazione e tolleranza che senza di loro non si porrebbero… Avrebbe potuto usare quella colonna e mezzo, Feltri, anche per scrivere la sua lista della spesa: sarebbe stato sicuramente più adeguato e rispettoso di quello che ha scelto di fare oggi per riempire quello spazio. La sostanza è questa: un – grossolano – trattatello antropologico in cui torna continuamente una domanda, traducibile con “Com’è possibile che non gli abbiano spaccato il c. prima che ne facesse fuori 80?”.

Certo, continua Feltri, è facile scrivere queste cose seduto a una scrivania senza aver mai passato nulla di simile. Eppure lo faccio: com’è possibile che non gli abbiano spaccato il c. prima che ne facesse fuori 80? Eh? Non dovevano pensare a salvarsi, non dovevano fingersi morti o gettarsi in acqua per provare a scappare. Che, non lo sapete che in Norvegia l’acqua è fredda? Magari avevate pure appena mangiato. Sprovveduti. Vi dovevate mettere d’accordo e zompargli addosso, cretinetti. Che fa che quello sparava a vista: sparava, mica ti mangiava, norvegese! Tu gli zompavi addosso, e quello sicuramente cadeva e non ti menava un pugno nello stomaco, non ti sparava un colpo in testa, norvege’. State sempre con quei cellulari in mano, potevate twittare il fatto; bastava usare l’hashtag #cazzostannofacendounastrage e avreste avuto una perfetta organizzazione della controffensiva.

Avete i mezzi e non li usate, norvege’. La colpa è tua, ragazzino norvegese che vai a un campeggio per parlare di politica e discutere con altri ragazzini norvegesi dei vostri ideali e di come costruire un futuro migliore. La colpa è tua, che vedi un poliziotto in giro e non ti insospettisci (anche se effettivamente non sembrava un musulmano, quindi magari qui ti posso dare ragione, se non ti sei insospettito bene perché era biondo). La colpa è tua, ragazzino norvegese andato a sognare un futuro più giusto, la colpa è tua; che uno inizia a sparare nella folla e tu scappi.

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Un pensiero su “La colpa è tua, norvegese.

  1. Ma sai che anche io pensavo la stessa cosa??
    80 contro 1 e ha vinto lui!
    Mah!
    Sono la sorella di Luca, ciaoooooooooooooo…. ma che bello trovarti qui!!! ora ti seguo e ti invito al mio blog!!!
    Ciaooooo

    Mi piace

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