Lillo & Greg: Supereroi senza regole

Claudio “Greg” Gregori è “quello con gli occhiali”, Pasquale “Lillo” Petrolo è “quello basso”. In realtà lo si potrebbe distinguere da Greg come “quello senza occhiali”. Ma la vita è fatta male, si sa.

Sono riuscita ad incontrarli qualche mese fa, circa un’ora prima che andassero in scena in un teatro barese con il loro spettacolo Sketch and Soda, affiancati da Chiara Sani (in sostituzione di Valentina Paoletti annunciata dalle locandine) e da Virginia Raffaele, che quella sera mi ha lasciato a bocca aperta col suo talento. Lo ammetto: prima di allora non la conoscevo (posso aggiungere a mia inutile discolpa la frase del finto intellettuale medio? “Non guardo molto la televisione”… su questa e altre frasi di radical chicostanza scriveremo un capitolo a parte, un giorno).
E a proposito di tv, Lillo e Greg in tv ci vanno sempre meno. Anche loro sono entrati nella squadra dell’ultimo show di Victoria Cabello, ma è sempre più difficile che il carrozzone catodico crei uno spazio per due attori bravi, con tempi comici formidabili e soprattutto divertenti senza bisogno di essere volgari, eccessivi, sguaiati. Gag sottili che corrono il rischio di non essere sempre capite completamente da tutti in ogni loro sfumatura. Insomma, un divertimento intelligente, che non viene a tirarti per la giacchetta urlandoti “Ridi, co****ne!”.
Mi metto diligentemente in fila dietro gli altri giornalisti, dopo essere arrivata sul luogo tra mille imprevisti e peripezie (avrei imparato presto, nei mesi successivi, che “tra mille peripezie” è sinonimo di “come sempre”, in questo mestiere). Prima tra tutte, il registratore d’ordinanza che condivido con la mia collega, non mi è stato recapitato in tempo (a volte sembra che tutta la gente da intervistare venga scaricata da un pullman a Bari, tutta assieme), quindi devo aguzzare l’ingegno e il senso pratico e trovare una via alternativa. La qualità della registrazione non è ottima (scusatemi!), ma mi permette di portare a casa il malloppo, in ogni caso.
Il tempo a nostra disposizione è stato davvero molto meno di quanto avrei voluto. E all’epoca dei fatti non avevo ancora imparato (e non l’ho fatto del tutto neppure ora) ad essere prepotente, infischiandomene delle occhiatacce degli addetti stampa e rubando minuti preziosi. E non per la semplice intervista in sé: è che mi stavo proprio divertendo.
Ecco , è il mio turno. “Eravamo io, Lillo e Greg su un palco”.
Greg mi fa un baciamano degno di un Manuale del Perfetto Gentiluomo. Lillo mi sorride e mi mette subito a mio agio. Nonostante la situazione non proprio “intima” (il palco di un teatro e i riflettori accesi), iniziamo subito a scherzare come se ci conoscessimo già (ma vi risparmio il racconto di codesto cazzeggio). Però forse è ora di iniziare l’intervista… anche se Lillo sembra ipnotizzato dalla grafica del software di registrazione dell’iPhone che sto usando.
L’audio lo trovate qui (“stupore” di Lillo e “prove tecniche” inclusi).
Mentre qui potete leggere la versione tagliuzzata (per ragioni di spazio, ahimé) e pubblicata sulla rivista Sushi, supplemento della testata editoriale di Controradio. Pagine 38 e 39.

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